Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2012

BENVENUTI qui troverete:

Un modestissimo contributo al riconoscimento dei siti fortificati e

  UNA GUIDA ALLE FORTIFICAZIONI DEL

Vallo alpino del littorio nello scacchiere orientale (Alpi Giulie e Carso, 1920-1943)



Andando per monti e valli della Slovenia, mi sono spesso imbattuto in opere di fortificazione più o meno evidenti e complesse. Esistono opere risalenti alle campagne napoleoniche, fortificazioni di ogni tipo risalenti alla prima guerra mondiale rimaste testimoni dei ben noti accadimenti bellici del Carso e dell'Isonzo e altre fortificazioni più recenti. Tante, tra queste più recenti, sono ricollegabili al periodo tra le due guerre e alcune sono state costruite dall'esercito jugoslavo tra il 1947 e il 1991. Tra le opere fortificate di concezione moderna, alcune hanno, però, una caratteristica comune: si trovano o in prossimità del vecchio confine tra il Regno d'Italia e quello di Jugoslavia o lungo le direttrici viarie o ferroviarie di collegamento tra i due paesi. Anche dal punto di vista progettuale sembra siano stati applicati gli stessi principi costruttivi adattandoli però alle diverse situazioni ambientali: ciò ha fatto sì che ogni fortificazione abbia una dislocazione peculiare che la contraddistingue e la rende unica pur essendo riconoscibili la stessa filosofia di progetto, lo stesso stile delle opere in caverna e in cemento armato e pur essendo stati impiegati più o meno gli stessi materiali. Per fare un paragone, è come se i moduli prefabbicati di un ponte venissero assemblati per costruire strutture modulari di lunghezze e altezze diverse: le parti costituenti sono le stesse ma l'assemblaggio finale è diverso a seconda della larghezza del fiume da superare e della configurazione delle sue sponde. Pochi sono cioè i tipi di moduli, ma moltissime le soluzioni finali.

Data l'omogeneità di questo gruppo di fortificazioni, è chiaro che esse dovevano far parte di un complesso difensivo organico, ben strutturato e realizzato nell'arco di parecchi anni di lavoro: questo era il caso del sistema predisposto dall'Italia fascista a difesa dei suoi confini orientali.

Il vecchio confine tra il Regno d'Italia e quello di Jugoslavia era stato ratificato col trattato di Rapallo (1920) e rimase in vigore fino al settembre del 1943, periodo in cui la Venezia Giulia, intesa come vecchia provincia dell'impero asburgico del litorale adriatico (adriatische kustenland), a tutti gli effetti, venne annessa al terzo reich.

Si tenga presente che tante opere sono state demolite durante la guerra partigiana e altre sono state fatte saltare in aria dal regime comunista nel dopoguerra e durante l'epoca della guerra fredda: o perchè considerate riutilizzabili o semplicemente per scatenare una sorta di vendetta anche su quei dolorosi simboli del ventennio fascista. Nonostante ciò, tante opere giacciono per lo più intatte in territorio sloveno o croato e, naturalmente, tanto più sono lontane dai centri abitati e dalle strade principali tanto più aumenta la percentuale delle fortificazioni sottratte alla demolizione completa. Indipendentemente, invece, dalla prossimità alla rete stradale e dalla comodità dell'accesso, la totalità delle opere non si è sottratta, negli anni, se non proprio alla demolizione totale, almeno alla deprivazione delle infrastrutture in ferro e di ogni altra parte asportabile. Le opere murarie delle fortificazioni non demolite sono comunque in ottimo stato di conservazione: per esempio, in alcuni casi, gli intonaci e la pittura nelle gallerie sono in condizioni talmente buone da sembrare oggetto di periodica manutenzione (!).

Mi auguro che future esplorazioni possano confutare l'opinione che mi sono fatto finora ossia che si tratta, in genere, di opere di fortificazione di grandezza modesta in cui l'arma prevalente è la mitragliatrice. A parte alcuni casi isolati, non si tratta, quindi, di opere affascinanti per la lora grandezza e potenza di fuoco nè tanto spettacolari come quelle dei confini piemontesi: il Vallo alpino in questo settore estremo sembra essere il mondo delle piccole fortificazioni sperdute nei boschi, delle opere in caverna dagli sbocchi invisibili sino a pochi metri di distanza, dei centri di resistenza poco spettacolari e difficilmente localizzabili senza l'aiuto della gente locale in quanto semi inghiottiti dalla vegetazione. A tal proposito, tuttora evidente appare lo sforzo eseguito per mimetizzare le opere al momento della loro realizzazione: dovendo essere state rese quasi invisibili già al momento della loro ultimazione, si può immaginare quanto difficile sia localizzarle ai nostri giorni considerando l'attuale forte espansione della vegetazione boschiva.

Il vecchio confine interessava zone montagnose piuttosto selvagge e comunque molto lontane da centri abitati. Da queste parti non è eccezionale incontrare l'orso o la lince e bisogna accertarsi che il bunker di cui si è appena scoperto l'ingresso non sia usato come tana da qualche plantigrado. Il confine attraversava le sperdute distese boschive della Carniola sud-occidentale di cui alcune basse catene di colli si raccordano, attraverso il massiccio del Monte Nevoso, alle prime selvagge propaggini delle Alpi Dinariche. Per qualche dettaglio in più, si veda la nota geografica e climatica sui luoghi del vecchio confine.

Considerata la totale assenza di fonti informative sull'argomento e considerata attualmente difficilmente percorribile la strada degli archivi militari, il vallo alpino del littorio orientale (spesso chiamato semplicemente "vallo giulio" rappresenta un settore tutto da scoprire e, forse, non privo di sorprese.

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Altro esempio e altra tipologia di casermetta della GAF lungo il vecchio confine. In questo tipo di fabbricato, lo sviluppo non e' piu' prettamente orizzontale né il tipo di costruzione permetteva il semi interramento del tetto con evidente mimetizzazione. La caserma ha più piani e la difesa ravvicinata era data da postazioni perimetrali ricavate agli angoli. Si noti il monte Tricorno (Triglav, 2864m) re delle Alpi Giulie orientali, punto summitale di tutto il "vallo giulio".

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Esempio di casermetta della GAF lungo il vecchio confine. Ce ne sono ancora molte di queste: quelle che sorgono isolate nei boschi e lontane dai paesi, sono generalmente vuote e possono occasionalmente ospitare nei loro dormitori depositi di materiali vari: materiali da costruzione, materiali forestali o agricoli etc. Molto rari sono i casi in cui qualche casermetta sia abitata da famiglie locali (praticamente senza modifiche nella struttura) e altrettanto raro è imbattersi in dipinti o motti pitturati sulle pareti di qualche dormitorio.



PRIMA PARTE

Introduzione al Vallo alpino orientale

Visite virtuali ai bunker


La metamorfosi della FIAT nei Balcani.

Carta della Venezia Giulia con una nota geografica e climatica sui luoghi del vecchio confine (in italian).

A few technical notes about eastern Vallo ---CHAPTER I--- (in English).

A few technical notes about eastern Vallo ---CHAPTER II--- (in English).

A few technical notes about eastern Vallo ---CHAPTER III-- (in English).

A few technical notes about eastern Vallo ---CHAPTER IV-- (in English).

A few technical notes about eastern Vallo ---CHAPTER V-- (in Italian and English).

A drawing of a common metal observatory.

A collection of pictures (Album fotografico del Vallo orientale).

Cime e passi sulla linea di confine (summits on the border line).



 

SECONDA PARTE

Guida ai bunker del Vallo alpino orientale

Si tratta di un'estensione abbastanza approfondita che arricchisce notevolmente le pagine di questo sito.

E' indicata espressamente a chi, tra i visitatori, desiderasse approfondire l'argomento delle fortificazioni del Vallo Orientale o a quelli che, spinti dalla curiosità, volessero visitarli senza affidarsi al caso e correre il rischio di perdersi in qualche bosco. L'individuazione delle opere fortificate in questi settori richiede una certa dimestichezza con un territorio montano e boscoso forse diverso dal mondo alpino centrale od occidentale. Se è vero che alcune fortificazioni sono posizionate in luoghi abbastanza prevedibili e quindi facilmente individuabili, la maggioranza è assolutamente introvabile stante l'enorme sviluppo della vegetazione boschiva in corso da parecchi decenni oramai. Quindi, per trovare e visitare queste fortificazioni, non bastano, le caratteristiche di anonime fortificazioni del Vallo visitabili virtualmente e genericamente prese a esempio, ma è essenziale la descrizione minuziosa della loro localizzazione e del percorso più conveniente per raggiungerle. Non si tratta più, quindi, di un semplice ausilio al riconoscimento di qualche fortificazione scoperta accidentalmente, ma di una guida turistica vera e propria da consultare prima di un'escursione mirata.

La guida è tutto fuorchè completa in quanto il censimento/inventario richiedono ovviamente l'individuazione che, a sua volta, spesso implica ripetute ricognizioni in luoghi non sempre accessibili in ogni stagione. A ogni modo è nostro intendimento completare la guida inserendo nell'elenco delle fortificazioni quelle di volta in volta individuate e studiate. La ricerca, pertanto, è in corso di svolgimento: continuano sia l'attività di ricognizione sul campo, sia la ricerca presso alcune fonti di documenti storici ufficiali.

SITUAZIONE ATTUALE SUL CONTENUTO DELLA GUIDA: 156 SITI FORTIFICATI PER 1437 FOTOGRAFIE (grande formato)

Sommario della guida

1) Presentazione dettagliata delle fortificazioni (visite reali) con fotografie degli interni ed esterni, schemi tratti dalle ricognizioni dell'autore e disegni originali (se disponibili).

1.1) Localizzazione precisa della fortificazione

1.2) Descrizione precisa dell'itinerario per raggiungere ogni sito

1.3) Coordinate GPS (in aggiunta alla descrizione dell'itinerario)

1.4) Descrizione dettagliata dell'opera (tipologia, dettagli sulla costruzione, armamento etc)

1.5) Indicazione del settore/sottosettore G.a.F. di appartenenza

1.6) Caposaldo di appartenenza ed elenco di tutte le fortificazioni viciniori

1.7) Consigli e avvertimenti per la visita

2) Database di tutte le fortificazioni del Vallo orientale (da Tarvisio al Quarnero)

  Ogni bunker è presentato con questo schema: SCHEMA

2.1) Tipologia

2.2) Stato di conservazione

2.3) Operatività al momento dell'abbandono

2.4) Localizzazione precisa

2.5) Caposaldo, settore/sottosettore di appartenenza

2.6) Nome ufficiale dell'opera (se disponibile)

2.7) Dettagli sull'armamento e infrastrutture

3)Carte topografiche storiche e attuali

4)Testimonianze di reduci della G.a.F. impiegati nelle opere

5) Foto d'epoca e fotoalbum del vallo orientale

6) Ulteriori capitoli della serie "Dettagli tecnici del Vallo orientale"

7) Agomentazioni storiche sull'epoca prebellica relative ai luoghi del Vallo orientale

8) Consigli per una visita sicura

Contiamo di aggiornare la guida man mano che la ricerca avanza. La periodicità dell'aggiornamento è pertanto non costante, ma strettamente dipendente dai risultati della ricerca. Inoltre, l'aggiornamento consiste in migliorie o approfondimenti a quanto già presentato e non in un rinnovo completo del contenuto.

SITUAZIONE ATTUALE SUL CONTENUTO DELLA GUIDA: 156 SITI FORTIFICATI PER 1437 FOTOGRAFIE (grande formato)


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Semplicemente inviando un e-mail specificando il vostro nome e indirizzo cliccando direttamente qui: posta per il vallo alpino oppure scrivendo il mail a: valloalpino@yahoo.it


AVVERTENZA IMPORTANTE

L'autore sottolinea la pericolosità degli ambienti da visitare e invita i visitatori a porre la massima attenzione al loro equipaggiamento e durante le escursioni nei bunker. Nella guida sono riportati sia alcuni consigli generici per la visita dei bunker, sia alcuni consigli e avvertenze specifiche per la visita delle fortificazioni presentate in dettaglio. L'autore della guida declina ogni responsabilità per eventuali danni alle persone e cose intercorsi prima, durante e dopo le visite a tutti i bunker segnalati nella guida: sia quelli presentati e descritti dettagliatamente sia quelli semplicemente inclusi nel database.

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Il bello di internet è proprio questo: se qualcosa non va o al lettore viene in mente qualcosa, può contattare immediatamente l'autore di quello che sta leggendo. Per cui, apprezzo qualsiasi commento od osservazione sia di carattere formale (modo di presentazione e leggibilità) sia, soprattutto, sul contenuto. Invito, perciò, chiunque a lasciare un commento, ma mi rivolgo in modo speciale a chi è interessato e conosce gli aspetti più tecnici dei bunker lungo il vallo alpino. Aspetto le vostre comunicazioni.


 

LINKS

Altre foto e qualche dato sul vallo in Slovenia Le fortificazioni in caverna del vallo alpino (occidentale) Associazione per gli Studi di Storia e Architettura Militare
L'angolo delle fortificazioni (Italiane e all'estero) Club alpinistico costiero - Slovenian coast alpine club (in slovemian) Fortificazioni del dopoguerra in Friuli-Venezia Giulia visitate da una società di reduci garibaldini
Pillboxes preventing german invasion of United Kingdom Per dare un'idea sul parco naturale del M.Nevoso - Mount Sneznik beauty (in slovenian)  
     

 


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