La metamorfosi della FIAT a cavallo della 2a guerra mondiale nei Balcani

 

 

Primo stadio (1931-1945)

FIAT 1932, X
FIAT 1932
casamatta metallica intatta
intact steel cas.
casamatta met. intatta
intact steel cas.
si noti il raro disegno della pianta
note different plan
pianta comune, spazio interno: 156 x 90cm
common size design

La casamatta costruita in acciaio al carbonio per proteggere una mitragliatrice pesante (usualmente una FIAT mod. 14/35) era un'ottima realizzazione scelta quando fosse stata richiesta un'azione frontale e il terreno, troppo poco scosceso, non permettesse la realizzazione di casematte in cemento con corazze a minimo spessore frontale. La casamatta metallica per mitragliatrice era costruita in almeno due modelli: il primo, molto comune nella ex Jugoslavia, era costituto da due componenti d'acciaio fuso al carbonio, mentre il secondo modello prevedeva l'assemblaggio in situ di quattro componenti. La casamatta in due pezzi era stata concepita per le realizzazioni in cui l'accessibilità concessa dal terreno avesse permesso il trasporto dei componenti per mezzo di camion e  l'installazione di opportuni mezzi per il sollevamento. La casamatta in quattro pezzi, invece, sarebbe stata usata nei settori alpini più alti dove ogni componente avrebbe potuto essere facilmente portato in quota da qualche teleferica. Sebbene siano osservabili delle piccole differenze nel disegno della pianta (imputabili probabilmente ai diversi costruttori (FIAT, ILVA, ANSALDO, VANZETTI), tutte le casematte metalliche osservate nell'ex Jugoslavia sembrano essere modelli con due pezzi.

Uno dei due componenti della casamatta è la cupola che costituisce la camera di tiro in toto. La pianta della camera di tiro ha il classico disegno trapezoidale (misure interne: 1560 x 900 mm); il secondo componente è un cilindro dalla stessa sezione trapezoidale su cui la cupola era inserita. Entrambe le parti erano tutt'altro che facili da trasportare e da assemblare sul posto della realizzazione difensiva (con i mezzi disponibili negli anni 1930); basti ricordare che la cupola di acciaio pesava infatti circa 20 tonnellate, mente il cilindro pesava circa 10 tonnellate. Gli spessori della cupola erano variabili: nella parte frontale, presso la feritoia (su cui era sistemato l'affustino per l'arma), lo spessore della corazza era di circa 300 mm; nella parte posteriore, sui fianchi e sul tetto, lo spessore dell'armatura in acciaio variava nell'intervallo di 220-250 mm. La cupola, come si diceva, era millimetricamente inserita nel cilindro sottostante il cui margine esterno arrotondato ne facilitava l'imbocco. Questo cilindro ha spessori variabili: sul lato frontale la corazza è di 150 mm, mentre sui fianchi e sul lato posteriore lo spessore è di 80 mm. Il cilindro(dalla sezione trapezoidale grande quanto quella della cupola) era sistemato verticalmente in un pozzo nel terreno e sigillato mediante cemento fatto colare tra esso e le pareti di roccia (per in non Giuliani, si ricorda che in Carso e nelle zone della Carniola meridionale tagliate dal Vallo alpino, il terreno consiste in un blocco continuo di roccia calcarea sempre affiorante e solo a tratti ricoperto da un modesto strato di 5 -10cm di terra). Una volta inserita sul cilindro, la cupola era ulteriormente fissata alla roccia mediante due anelli ricavati nel monoblocco di acciaio in cui s'imbullonavano due grossi perni obliqui profondamente conficcati nella roccia. Tutta la casamatta, una volta sistemata la cupola, veniva annegata nel cemento in modo tale da formare una struttura circolare di quasi 6 m di diametro. Il tutto sarebbe stato infine ricoperto da rocce, terra e detriti allo scopo di mimetizzare ancora di più la casamatta rendendola poco visibile in quanto poco prospiciente dalla linea del terreno.

 

Sei passi per completare la metamorfosi (1945-1959)

Passo 1 liberata dal cemento e sbullonata dai perni
concrete+screws off
pronta per essere disinserita dal cilindro
ready for discon.
                   La cupola va liberata dal cemento soprastante, quindi si possono allentare i dadi dei bulloni o segare i perni
Passo 2 ultimo pezzo della cupola dopo l'esplosione
left steel junk
casam.scoperchiata
torn open casem.

                                                            A questo punto ci sono alcune alternative: o si squarcia la cupola con l'esplosivo per ricavare dei pezzi più piccoli e più facilmente trasportabili, oppure ...(passo successivo)

Passo 3 cupola disinserita dal cilindro
separated cupola
pronta per essere trascinata via
ready to be dragged
                                                            usando una gru opportuna, si solleva la cupola quanto basta per sfilarla dal cilindro sottostante e la si trascini via attraverso un varco ricavato scavando nella struttura di cemento circostante.
Passo 4 anello inferiore da liberare
concrete sealed cyl.
all'interno dalla casamatta scoperchiata
inwards

                                                         Una volta che la cupola sia stata portata via, si può procedere liberando dal cemento il cilindro per estrarlo con la stessa gru usata al passo precedente. 

Passo 5 asportazione interrotta
extraction aborted
                                            Oppure, ci si accontenti della cupola rinunciando all'estrazione del cilindro.
Passo 6 estratto tutto, tranne i perni obliqui
left screws
estratti anche i perni
no steel parts left
                                                   Estratto il cilindro, si possono sradicare anche i perni. Il pozzo va riempito con rocce e detriti. 

 

Ultimo stadio a metamorfosi avvenuta (1960-1989)


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